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MILANO UN CONVEGNO DI SVOLTA (28.3.2008) PER L’ASSOCIAZIONISMO SCOLASTICO

Quello di Milano del 28 marzo è certamente un convegno che ha prodotto risultati superiori alle più rosee aspettative.
Grazie all’ottimo lavoro di Piero Maffeis e di Paolo Mazzoli che sono riusciti a raggruppare un parterre di tutto rispetto all’interno del mondo sindacale e politico per trattare di questioni sensibili per le ASA di tutt’Italia.

Il convegno è stato promosso dalle sei maggiori e più impegnate Associazioni di Scuole Autonome del paese:
L’ASAL del Lazio (Paolo Mazzoli), la FAISAL della Lombardia (Piero Maffeis), l’ASAPI del Piemonte ( Nunzia del Vento), l’ASASI Sicilia (Roberto Tripodi), l’ASAFVG del Friuli-Venezia Giulia (Stefano Stefanel), l’ASAER dell’Emilia Romagna.
Da sole raggruppano più di duemila scuole associate secondo lo schema organizzativo che prevede la delibera del consiglio di istituto e il versamento di una quota associativa.
L’obiettivo del convegno è stato quello di rilanciare l’associazionismo secondo questa formula innovativa e il lancio di una costituente nazionale per costruire una associazione nazionale di tutte le ASA che le rappresenti sul modello dell’ANCI per i Comuni.
E l’obiettivo è stato centrato, almeno a leggere il resoconto di tutti gli interventi. Anche perché a moderare e guidare il convegno c’è stata la rivista RAS impegnata sul campo dell’autonomia con la sua direttrice Paola De Benedetti.
La RAS pubblicherà nel prossimo numero ampi stralci degli interventi e degli atti del convegno; in estrema sintesi riportiamo le parti salienti dell’interessantissima giornata che è stata aperta dagli interventi del direttore regionale della Lombardia Anna Maria Dominici, che si è dichiarata d’accordo nel dotare le ASA di strumenti giuridici di rappresentanza più solidi e ha dichiarato di aver promosso in Lombardia la presenza su tutti i tavoli di lavoro della FAISAL.
Ha auspicato poi che la collaborazione possa crescere in futuro e che si possa passare in tempi brevi ad un riconoscimento formale delle ASA.E questo diciamo noi a differenza di quanto succede nelle altre regioni dove i direttori regionali tendono a misconoscere il ruolo delle ASA.
Dopo l’introduzione di Piero Maffeis e di Paolo Mazzoli che hanno posto l’esigenza di procedere sollecitamente alla costituzione di una associazione nazionale di tutte le ASA, ha preso la parola Valentina Aprea, personalità ampiamente nota nel mondo della scuola per la sua competenza e per il ruolo ricoperto all’interno del PDL.
L’on. Aprea si è detta convinta del ruolo e dei compiti che le ASA si sono attribuiti ed ha incoraggiato le ASA a procedere secondo la strada di costruzione della loro identità dal basso senza che ci sia il bisogno di chiedere una legge formale di riconoscimento. Ciò infatti servirebbe solo ad accrescere la confusione ai tavoli già abbondantemente affollati.
La lotta deve essere quella di eliminare i vincoli e i lacci del centralismo e di valorizzare in profondità l’autonomia. Lo Stato da provider deve divenire commissioner e deve abbandonare la gestione e limitarsi al governo dei processi scolastici.
Valorizzare la sussidiarietà orizzontale e il modello a rete. Ha quindi illustrato la proposta di legge 2292 che tende ad introdurre nel nostro sistema il consiglio di amministrazione con presenza di realtà esterne territoriali e sociali per ancorare le scuole alla comunità di appartenenza. Trasformare poi le scuole superiori in fondazioni ove possibile con partnership esterne. Accrescere la valutazione interna e l’accountability e introdurre seri sistemi di carriera per i docenti.
La senatrice Magda Negri del PD ha posto l’accento sulla crisi della scuola e degli apprendimenti e si è chiesta se l’autonomia funzionale delle scuole può restare così com’è a distanza di dieci anni o non necessiti di un forte rilancio magari su solide basi normative.
Ha illustrato quindi il suo disegno di legge che tende a riconoscere formalmente le ASA quali soggetti legittimati a rappresentare le scuole. Disegno di legge che noi nelle passate letterine abbiamo ampiamente enfatizzato.
Ha preso poi la parola la senatrice Giovanna Capelli dell’arcobaleno, ex dirigente scolastica milanese, la quale ha posto l’accento sulla didattica e sulla formazione dei docenti.
Ha criticato inoltre alcune impostazioni originate dal titolo V della Costituzione. Beniamino Brocca, dell’UDC, ha lasciato un intervento scritto in quanto impossibilitato a partecipare all’ultimo momento e nel quale si riafferma l’impegno per il raggiungimento della piena autonomia.
Così come per l’ass. Barzaghi, ass. provinciale di Milano alla P.I. e coordinatore regionale degli assessori provinciali delle province lombarde, c’è stato il saluto della dirigente dell’assessorato che ha ripercorso l’interessantissima vicenda delle iniziative lombarde sul sistema istruzione, già ampiamente note a livello nazionale per la loro rilevanza e originalità.
Mario Guglietti della CISL ha posto con chiarezza e in senso positivo il riconoscimento delle ASA da parte del sindacato, dopo un iniziale periodo di fraintendimenti.
Bisogna distinguere con chiarezza il ruolo dei sindacati da quello delle ASA ribadendo che l’associazionismo delle ASA è cosa diversa dall’associazionismo dei dirigenti scolastici, così come diverso è il senso di una rete e il senso di una ASA.
Ha ribadito che l’autonomia scolastica va rispettata all’interno dell’art. 33 e 97 della costituzione e si è dichiarato d’accordo nel riconoscimento per via legislativa del ruolo delle ASA.
Massimo Spinelli, in rappresentanza dell’ANP, ha rivendicato come intuizione dell’ANP nella fase pionieristica l’idea delle ASA. Prende atto con soddisfazione del recupero da parte della CISL e CGIL e si dichiara d’accordo nel riprendere il dialogo senza rinnegare il passato.Nella prospettiva l’ANP guarda con simpatia al disegno di legge di riconoscimento anche se ritiene che la spinta dal basso sia essenziale per la fase nuova.
E’ d’accordo in una nuova fase costituente da praticare con tutti, indipendentemente dalla passata esperienza della FNASA e con la produzione di un nuovo statuto. Conclusa questa fase ritiene si possa passare al rinnovo delle cariche associative all’interno della nuova federazione. Inoltre Spinelli ha chiesto il rilancio politico dell’autonomia, l’ulteriore trasferimento di competenze del titolo V, la riforma degli OO. CC.. A suo avviso occorre che l’identità delle ASA sia giuridica, sociale e nella mission, occorre separare la rappresentanza delle ASA dalle altre rappresentanze, un modello associativo funzionale all’autonomia volto alla mutualità e ai servizi, un equilibrio gestionale unitario.
L’intervento di Spinelli ha registrato ampi consensi nella platea. Achille Massenti dello SNALS ha tenuto a precisare che lo SNALS è un convinto sostenitore dell’autonomia scolastica e riconosce nelle ASA uno strumento importante di rappresentanza.
La rappresentante dell’ANDIS ha ricordato come già in Piemonte l’ANDIS collabora con l’ASAPI e chiarisce che il dirigente scolastico è l’unico legittimato a rappresentare la scuola all’interno dell’ASA per il ruolo unitario che riveste. Armando Catalano della CGIL ha dichiarato che tutte le organizzazioni sindacali hanno dato la loro disponibilità a sostenere e supportare le ASA. Va a merito delle sei ASA promotrici del convegno l’aver avviato questo processo.
Le ASA possono abbattere le barriere create dalle burocrazie ministeriali e il tentativo di un nuovo centralismo che in assenza della politica l’apparato tende a riprodurre e possono quindi ribaltare il tentativo di soffocare l’autonomia scolastica.
E’ favorevole alla proposta Negri di riconoscimento giuridico delle ASA e ritiene che le ASA debbano sorgere e affermarsi a livello regionale e propone una convenzione nazionale di tutte le associazioni regionali esistenti per allargare la rappresentanza al sociale; e in questo non ha difficoltà ad apprezzare la posizione di Spinelli dell’ANP dove a fronte di una forte autonomia rivendicata necessita da parte delle scuole un’ampia capacità di rendicontazione nel sociale. Nelle conclusioni di Mazzoli e Maffeis sono state richiamate e apprezzate tutte le posizioni che certamente e forse anche in maniera sorprendente hanno registrato positivi avanzamenti e successi. L’ASASI Sicilia è stata rappresentata al convegno dal preside Salvatore Indelicato. Ora ci aspetta l’impegnativo compito di passare dalla fase pionieristica alla fase di consolidamento e di rilancio delle ASA, nell’interesse della scuola autonoma e del Paese.
Una stagione avvincente ci aspetta e l’ASA Sicilia sarà una coprotagonista assieme alle altre per dare visibilità alla Scuola Siciliana spesso marginalizzata e vilipesa.
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