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La FNASA partecipa all’incontro di Roma delle Associazioni col ministro Profumo dell’11 gennaio 2012

Siamo stati invitati a Roma all’incontro che il Ministro ha voluto organizzare con i rappresentanti delle Associazioni.
Siamo andati in rappresentanza delle ASA del Friuli V.G., della Lombardia, del Lazio e della Sicilia.


L’incontro ha seguito quello tenutosi con i presidi e un altro con i sindacati del personale della scuola. Nel Salone dei Ministri, Profumo ha illustrato tre importanti proposte: realizzare l’autonomia, intervenire nell’edilizia scolastica, disegnare la scuola del futuro. Si è capito subito che al MIUR si respira aria nuova.
Il Ministro è presente dalle 7,30 a tarda sera, ha fatto trasferire al Ministero nuovi compiti, quali la Direzione della Digitalizzazione e l’Agenzia dell’Innovazione, che è stata sottratta al Ministero della Funzione Pubblica.
Ha un discreto curriculum: ha lavorato sette anni all’Ansaldo, poi negli USA, poi in Giappone, poi professore universitario a Bologna, quindi prima preside di Ingegneria a Torino e poi Rettore. Insomma, un curriculum un po’ diverso da procuratore a Catanzaro, assessore all’agricoltura a Brescia e coordinatore provinciale di partito.
Il suo intervento è stato circostanziato, anche se in parte poco ancorato alla realtà, nonostante lui stesso si definisse eminentemente uno spirito pratico. Per esempio ha prefigurato un “Organico dell’Autonomia”, rilanciando l’organico funzionale, e tacendo sul fatto che il prossimo anno si appresta a tagliare altri 1.000 ATA, nonostante il taglio triennale abbia già provocato disastri.
Nel mio intervento, ho chiesto al ministro tre cose:
            Qualifichi l’esame di maturità componendo la commissione d’esame con due membri interni e quattro membri esterni tra i quali i due competenti per le due prove scritte, abrogando la terza prova. Selezioni gli accessi alle Facoltà a numero programmato attraverso il voto di maturità, evitando i test che hanno oggi la sola funzione di attivare il commercio di lezioni private in nero. In tal modo si porrà anche un freno agli istituti paritari e statali che non puntano alla qualità dei livelli di apprendimento e si motiverà l’impegno degli studenti delle scuole superiori.
            Renda governabili le scuole abolendo la metà dei dodici organi collegiali di ogni scuola, estenda la valutazione “Valorizza” a tutte le istituzioni scolastiche, applichi la valutazione dei dirigenti scolastici prevista dal contratto, rimandi in classe a lavorare i sindacalisti esonerati e quanti sono fuori per comandi e utilizzazioni.
I risparmi conseguiti possono essere investiti in un recupero dei bidelli e degli amministrativi, oggi assolutamente insufficienti.
Abolisca le assemblee del personale in orario di servizio e le assemblee d’istituto degli studenti. Restituisca ai presidi il potere disciplinare sugli allievi.
Istituzionalizzi le associazioni di scuole che sono le sole che rappresentano realmente gli interessi generali del Paese e dell’utenza, invece degli interessi particolari delle categorie, come fino ad ora è stato.
Cambi il sistema di reclutamento del personale affidandolo alla Giunta esecutiva allargata al Comitato di Valutazione.
Le scuole saranno responsabilizzate sui risultati, il personale sarà motivato, le procedure saranno snellite. Le graduatorie per anzianità gestite oggi dai Provveditorati sono un disastro e concorrono, in particolare nel Meridione, alla crisi del sistema nazionale d’istruzione.
Eviti di attribuire le reggenze di scuole ai presidi, perché questo ipotetico risparmio causa la disgregazione degli istituti.
Stabilisca criteri rigidi e trasparenti per il dimensionamento delle scuole in quanto gli istituti comprensivi nati da spezzatini di scuole elementari e medie si stanno rivelando focolai di anarchia.
Credo che il mio non sia stato un intervento popolare.
Eravamo presenti in 15 associazioni: 26 persone, tra gli invitati e lo staff del ministro.
Ho calcolato che solo io, tra i presenti nel salone lavoravo a scuola, tutti gli altri, a vario titolo, erano comandati altrove. Infatti il precedente ministro, non solo ha esonerato 500 docenti e dirigenti per l’autonomia (?), ma anche 200 per le associazioni.
Erano presenti  ADI, CIDI, APEF, AIMC, ANDIS, DIESSE, DISAL, FNISM, Legambiente, MCE, UCIIM, IRASE, IRSEF e Proteo.
Dalla replica del Ministro si è appreso un ulteriore particolare: la scuola italiana è al 26° posto nella capacità di spesa dei fondi europei tra i 27 paesi europei, seguita solo dalla Romania.
Ho poi saputo che il Ministro ha redarguito la Direzione Generale per la politica finanziaria e per il bilancio, che a sua volta ha rigettato le responsabilità sulla  D.G. per gli Affari internazionali.
In realtà l’evidente fallimento dei PON è da addebitare, non certo alla direzione egregiamente condotta dalla dottoressa Leuzzi, ma al fatto che le scuole stanno rinunciando ai PON in quanto dal 2008 non arrivano soldi dal MIUR, i fornitori protestano, le regole sono rigidissime, le responsabilità esagerate, il MIUR ha decimato gli uffici amministrativi delle scuole col taglio triennale e, degli amministrativi rimasti, non tutti hanno la professionalità necessaria.
Una riunione importante, quindi.
Per la prima volta le Associazioni di Scuole Autonome sono state ufficialmente consultate dal Ministro.
Abbiamo chiesto con forza che siano le scuole autonome l’interlocutore del Ministero, e non i sindacati. Naturalmente dopo la riunione due associazioni sono andate a lamentarsi della nostra presenza. Era inevitabile.
Alcune di loro in realtà sono emanazioni dei sindacati stessi. Il delegato di “Proteo fare sapere”, seduto accanto a me, usava un’agenda della CGIL.
Vorremmo solo che finalmente avessero voce in capitolo quanti hanno a cuore gli interessi generali del Paese (e cioè le scuole) invece di quanti rappresentano solo interessi particolari o di categoria, seppur legittimi.
Roberto Tripodi

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