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Criteri per il dimensionamento scolastico della Liguria I lavori del consiglio regionale di martedì 18 ottobre 2011

All’unanimità è stata approvata la proposta di modifica della delibera del Consiglio regionale 6/2007 sugli indirizzi di programmazione e i criteri generali per la definizione dei piani provinciali di dimensionamento scolastico, con un emendamento della Giunta dove si prende atto delle indicazioni fornite dal Cal nella riunione del 4 ottobre.

In base all’attuale normativa statale, le istituzioni scolastiche hanno autonomia e personalità giuridica quando raggiungono certi requisiti dimensionali, attraverso piani di dimensionamento scolastico. Le Regioni hanno ricevuto la delega a programmare la rete scolastica sul piano regionale, sulla base dei piani provinciali, nei limiti delle disponibilità di risorse umane e finanziarie, mentre alle Province spetta il compito di redigere i piani di organizzazione della rete delle istituzioni scolastiche.
In base alle disposizioni del decreto-legge 98/2011, “Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria” la delibera modifica gli indirizzi di programmazione e criteri generali per la definizione dei piani provinciali di dimensionamento scolastico, sostituendo l’intero testo del paragrafo denominato “Criteri specifici per la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado (primo ciclo)” con il seguente: “Per garantire un processo di continuità didattica nell'ambito dello stesso ciclo di istruzione, a decorrere dall'anno scolastico 2011-2012 la scuola dell'infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado sono aggregate in istituti comprensivi, con la conseguente soppressione delle istituzioni scolastiche autonome costituite separatamente da direzioni didattiche e scuole secondarie di I grado; gli istituti comprensivi per acquisire l'autonomia devono essere costituiti con almeno 1.000 alunni, ridotti a 500 per le istituzioni site nelle piccole isole, nei comuni montani, nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche”.
Prima della votazione relativa al provvedimento sono intervenuti l’assessore all’Istruzione Sergio Rossetti, che ha illustrato l’emendamento della Giunta, poi approvato all’unanimità, e successivamente, Gino Garibaldi (Pdl), Giancarlo Manti (Pd), Marco Limoncini (Udc), Maurizio Torterolo (Lega Nord), Lorenzo Pellerano (Liste civiche per Biasotti Presidente).
Garibaldi, preannunciano il voto favorevole al provvedimento nel suo complesso, ha sottolineato: «Vorrei che in questa sede non si manifestassero solo delle polemiche sempre contro il Governo. Cerchiamo di far capire che abbiamo un’autonomia in un quadro generale».
«Il principio dell’autonomia della Regione lo stiamo affermando di concerto con gli enti locali – ha sottolineato Manti – In commissione è stato approvato all’unanimità, ma in un quadro normativo dove la definizione dei numeri relativi agli istituti comprensivi è imposta dal Ministero. Ricordo che la Regione Liguria ha contestato la costituzionalità delle norme emanate dal Ministero».
Limoncini ha affermato: «Condivido il provvedimento in votazione, che peraltro è stato condiviso in maniera bipartisan dalle forze politiche. Si attiverà uno strumento utile per il funzionamento delle scuole sul territorio ligure».
«Il gruppo della Lega Nord voterà a favore del provvedimento – ha dichiarato Torterolo - Per certi versi è vero che ci sono delle responsabilità a livello di Governo centrale, ma è anche vero che sono competenti i sovrintendenti regionali e provinciali».
«In un clima di grande difficoltà economica per il nostro Paese l’accorpamento delle scuole più piccole è un passaggio necessario – ha concluso Pellerano - La Regione deve svolgere il suo ruolo di regia per controllare come queste direttive verranno applicate, soprattutto nel grandi centri che in questa fase sono i più interessati»
All’unanimità è stata approvata la proposta di modifica della delibera del Consiglio regionale 6/2007 sugli indirizzi di programmazione e i criteri generali per la definizione dei piani provinciali di dimensionamento scolastico.
Il dimensionamento scolastico ha come finalità di garantire l'efficace esercizio dell'autonomia scolasica prevista dall'articolo 21 della legge 15 marzo 1997, n.59, di dare stabilità nel tempo alle stesse istituzioni e di offrire alle comunità locali una pluralità di scelte, articolate sul territorio, che agevolino l'esercizio del diritto all'istruzione.
Il dlgs n.112 del 31 marzo 1998 - articolo 138 - delega alle regioni la programmazione della rete scolastica sul piano regionale sulla base dei piani provinciali.
Il dimensionamento è inoltre finalizzato al conseguimento degli obiettivi didattico-pedagogici programmati mediante l'inserimento dei giovani in una comunità educativa culturalmente adeguata e idonea a stimolarne le capacità di apprendimento e socializzazione.
Criteri per il nuovo piano
Il 20 febbraio 2007 è stata approvata la deliberazione del Consiglio n.6 recante gli indirizzi di programmazione e i criteri generali per la definizione dei piani provinciali di dimensionamento scolastico, che sono riportati qui di seguito in allegato.
Allegati

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