Letterina ASASI n 308 del 26 gennaio 2012
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EDITORIALE
LA FORMAZIONE DELLE CLASSI: UN’OPERAZIONE DI ARCHITETTURA PEDAGOGICO-DIDATTICA
Giuseppe Luca
Con l’operazione “iscrizioni”, inizia la fase più delicata che vede il dirigente scolastico quale principale attore del progetto pedagogico - didattico.
BACHECA FNASA
NAPOLI: L’IMPEGNO DEL GOVERNO PER IL SUD
Roberto Tripodi
Non ricordo, negli ultimi vent’anni, un incontro delle scuole con due ministri, due sottosegretari, un commissario europeo e quattro direttori generali. Ma soprattutto non ricordo un incontro come questo, nel corso del quale si sia data la parola in misura massiccia ai rappresentanti delle scuole.
COMITATI E POLITICHE DI SETTORE - ANNO 2012
Associazione delle Scuole Autonome del Lazio
Riportiamo il programma (approvato nel Comitato di Coordinamento del 18.01.2012).
ATTIVITÀ asasi
ASASI E UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE
Giovanna Orlando
È da apprezzare l’iniziativa del Direttore dell’USR dott.ssa Altomonte di convocare, il 19 gennaio, i dirigenti scolastici. Si auspica che ci sia un’inversione di tendenza e che “i legali rappresentanti” delle Istituzioni scolastiche siano visti come interlocutori e non come controparte.
RIcordI
Rossella Corrado
Si è spento a Milano il 21 gennaio lo scrittore Vincenzo Consolo, nato a Sant’Agata di Militello nel 1933. Prima che un grande scrittore desidero ricordare un grande uomo, la cui scomparsa ci rattrista profondamente.
NOTIZIE
CONCORSO DIRIGENTI SCOLASTICI E CONSIGLIO DI STATO: UNA CORSA AD OSTACOLI
Salvatore Indelicato
La scassata macchina giudiziaria gira a vuoto e rischia di produrre danni al sistema invece di tutelare il diritto e l’imparzialità.
Redazione
Il concorso non può non andare avanti, le ordinanze e le sentenze vanno rispettate, la politica se ne deve stare alla larga, a meno che non debba intervenire per sanare situazioni assurde causate dalla magistratura (Sicilia docet …).
Giuseppe Adernò
“I giovani sono il futuro del Paese e diventeranno ambasciatori presso le loro famiglie, i loro compagni e amici di questo orrore”. Sono queste la parole del Ministro Francesco Profumo che ha partecipato alla visita di 130 studenti d’Italia ai campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau.
CORSO DI AGGIORNAMENTO “ASTROFISICA MODERNA”
Redazione
L’I.T.I.S. “Galileo Ferraris” di Acireale e l’Osservatorio Astrofisico di Catania organizzano la quarta edizione del corso di aggiornamento in Astrofisica per insegnanti.
RIFLESSIONI
Salvatore Indelicato
Per quale tragico e baro destino dobbiamo restare sempre pezzenti e inconcludenti e arrenderci dinanzi a quello che riteniamo essere ineluttabile?
Giampiero Finocchiaro
Il i1 9 gennaio il direttore dell’USR ha incontrato i dirigenti delle scuola di Palermo provincia. Una bella iniziativa dovuta - è stato detto - al desiderio di inaugurare una nuova stagione. Ma …
QUESTION TIME N.5 - GENNAIO 2012 GIOVANI INSEGNANTI = GIOVANI DISOCCUPATI?
Dal sito www.diesse.org
La situazione del lavoro in Italia è drammatica e per i giovani ancora di più, se si pensa che il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) ha superato il 30%.
Giuseppe Adernò
Sotto il sole di Napoli la scuola del Meridione ha ripreso una nuova luce e grazie alla speciale conferenza con la presenza del Commissario Europeo per le Politiche regionali Johannes Hahn, dei Ministri Francesco Profumo della Pubblica Istruzione, Fabrizio Barca per la Coesione Territoriale, dei Sottosegretari Marco Rossi Doria ed Elena Ugolini.
ULTIMORA!!!
INTERVISTA A ROSALIA SINIBALDI
Roberto Tripodi
Alla seduta spiritica dell’ASASi di questa settimana, tenuta necessariamente a Napoli, al Seminario sul Governo per il Sud, alla presenza di alcune presidi femministe catanesi coordinate dal sottosegretario Elena Ugolini, è apparsa Santa Rosalia.
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LA FORMAZIONE DELLE CLASSI: UN’OPERAZIONE DI ARCHITETTURA PEDAGOGICO-DIDATTICA
Con l’operazione “iscrizioni”, inizia la fase più delicata che vede il dirigente scolastico quale principale attore del progetto pedagogico - didattico.
Nei lunghi anni passati nella scuola, ho sperimentato e maturato l’idea che la formazione delle prime classi debba essere il risultato di due elementi che vanno coniugati insieme: il rispetto delle norme in materia e l’attenzione al ruolo fondamentale che studenti e docenti giocano nell’ambito dell’aula.
Poiché, infatti, l’interazione all’interno del gruppo classe dipende in modo stretto dalle caratteristiche dei singoli, allievi e docenti, le scelte operate ne condizionano il clima e i risultati.
La formazione delle prime classi cui è legata prevalentemente ogni successiva fase di calcolo delle dotazioni assegnate, quindi, non può essere una semplice operazione aritmetica perché direttamente legata alla qualità degli apprendimenti degli studenti e, quindi, al loro futuro formativo.
In genere, quando si analizzano i fattori che favoriscono il processo insegnamento - apprendimento, sono presi in considerazione la qualità del servizio, l’organizzazione, le dotazioni strumentali, il bagaglio di esperienze di ogni studente, con le sue motivazioni, le sue abilità e il suo retroterra familiare e sociale.
È da ricordare, però, che le ricerche più recenti hanno dimostrato che la “classe” è un elemento decisivo per lo sviluppo cognitivo degli studenti: essi apprendono non solo dai propri insegnanti, ma anche dai propri compagni in un rapporto di reciprocità condizionato dai circoli virtuosi e viziosi che si possono innescare in chiave di motivazione, apprendimento e devianza.
Diventa così necessario che gli organismi collegiali, tenuti a dettare i criteri, riflettano e rispondano ad alcuni interrogativi. Quali principi pedagogici dovranno ispirare la formazione delle prime classi? Come occorrerà reagire alle inevitabili pressioni dei genitori? Sono da preferire le classi omogenee? È sempre vero che le classi non omogenee garantiscono a tutti gli studenti la possibilità di accrescere i propri apprendimenti, anche grazie alla peer education, mentre dividendo gli studenti in gruppi più omogenei l’opportunità sarà garantita solo a una parte degli allievi? In assenza di dati sui livelli di apprendimento dei singoli alunni è possibile prevedere a priori i risultati che si possono ottenere, con i due criteri?
Sulla base della mia esperienza il criterio dell’omogeneità determina spesso, da una parte, un clima competitivo piuttosto che cooperativo e, dall’altra, l’individuazione di obiettivi curriculari molto bassi e successivo danno degli studenti svantaggiati.
Quali, peraltro, i tempi e le modalità per accertare, a priori, le competenze e il passato dell’allievo all’inizio del suo nuovo percorso formativo? Quali le soluzioni dinanzi a competenze diverse nei vari ambiti disciplinari? Quale, nella fase di assegnazione delle classi ai docenti, il criterio per individuare le caratteristiche che costruiscono la “squadra” giusta per quegli allievi?
Ma, anche nei cicli successivi, come ignorare la soggettività della valutazione, condizionata dai criteri adottati dai singoli consigli di classe e gestiti dai singoli docenti, dagli obiettivi individuati e spesso dal territorio?
Ancora una volta emerge la necessità di fissare standard e di elaborare modalità di valutazione del personale della scuola.
Le difficoltà sono tante e non possono, probabilmente, trovare soluzione in una scuola lasciata da sola dalle istituzioni presenti sul territorio e governata da strutture obsolete.
Ma è comunque necessario che la comunità scolastica, guidata dal dirigente scolastico, trovi nella ricerca e nella riflessione corale le risposte ai tanti interrogativi posti con una decisa volontà di fondare la formazione delle classi su criteri pedagogico- didattici che non devono, in nessun caso, essere subordinati a esigenze e difficoltà organizzative o compromessi particolaristici.
Giuseppe Luca, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ,
3334358311- 095313028
Direttore Responsabile della “Letterina”
BACHECA FNASA
NAPOLI: L’IMPEGNO DEL GOVERNO PER IL SUD
Non ricordo, negli ultimi vent’anni, un incontro delle scuole con due ministri, due sottosegretari, un commissario europeo e quattro direttori generali. Ma soprattutto non ricordo un incontro come questo, nel corso del quale si sia data la parola in misura massiccia ai rappresentanti delle scuole. È un buon inizio, per questo Governo.
Il ministro Barca ci ha purtroppo annunciato che, dal 2014 al 2020, le scuole delle quattro regioni avranno a disposizione 3,1 mld di euro. Se non abbiamo esultato è perché questo vuol dire che fino al 2020 abbiamo la certezza che continueremo ad essere sottosviluppati.
La verità, che Barca ha detto solo in parte, è che noi questi soldi non riusciamo a spenderli tutti perché le procedure formali sono troppo complesse, perché da tre anni ci tagliano il personale amministrativo e ci aumentano i carichi di lavoro, perché le ispezioni che ci manda il dott. Faletti sono al limite della paranoia (come mai la pratica cinque si trova nello scaffale sei dell’armadio sette?), perché ci hanno tagliato linearmente i docenti e sono andati via i più giovani che erano anche spesso i più motivati, perché ancora aspettiamo i soldi spesi nel 2009 e gli esperti e i fornitori ci tempestano di ingiunzioni, perché il dott. Felisetti ci ha prosciugato il conto corrente e non possiamo fare anticipazioni di cassa. Per questi motivi molti colleghi rinunciano a PON e POR ed è bene che Profumo ci rifletta, perché se non cambia sistema il prossimo anno saremo superati, nella capacità di spesa, anche dalla Romania, e finiremo ventisettesimi.
Profumo ha ribadito la sua visione: c’è stata troppa distanza tra un MIUR autorizzativo e la scuola, ora occorrono processi collaborativi, basta eccessi di regole, vogliamo un Paese più semplice. Occorre dettare la policy a scuole dotate di autonomia responsabile applicando quattro principi. La valutazione del personale. Regole interne di struttura autonoma. Autonomia amministrativa e finanziaria. Autonomia di reclutamento. Belle parole, peccato che i fatti vadano in direzione opposta e ormai rimane poco tempo prima del collasso finale.
La mia professoressa di matematica si è messa in malattia, è rientrata un giorno prima di Natale e si è rimessa in malattia dopo le feste, ho dovuto cambiare tre supplenti sulla cattedra, di cui una in maternità, lo Stato sta pagando tre docenti al posto di uno, gli studenti non sanno niente di matematica e non ho neppure i voti per lo scrutinio. Ogni mattina mi arrivano due telefonate di docenti che prendono un giorno per la 104, due che chiedono un giorno per diritto allo studio, due che si assentano per malattia, due che si dichiarano in esonero sindacale, due che vanno in assemblea, due che sono in corso di aggiornamento, due che sono in ferie, due che sono in permesso retribuito e non so come coprire le classi, considerato che le cattedre sono tutte a 18 ore. Se vogliamo continuare a prenderci in giro, facciamolo pure, ma se dobbiamo essere seri con le famiglie, cambiamo registro. I risparmi il Ministro li faccia sul superfluo, e non sul necessario. Il giorno 25 gennaio p.v. alle ore 11,00 si terrà un incontro del Comitato delle Associazioni, nel corso del quale saranno illustrati i nuovi percorsi sperimentali in materia di valutazione della professionalità dei docenti, delle scuole e dei dirigenti scolastici che il Ministero intende proporre alle istituzioni scolastiche. Ringraziamo dell’invito e noi della FNASA ci saremo, nell’intento di poter dare un contributo costruttivo per restituire prestigio e qualità alla scuola pubblica.
Roberto Tripodi, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , 3473904596
Presidente regionale ASASI
Consulente della V Comm. Legisl. A.R.S.
COMITATI E POLITICHE DI SETTORE - ANNO 2012
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Ambito |
Obiettivi a breve/medio termine |
Responsabile/i |
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ASA nazionale e riconoscimento normativo ruolo istituzionale reti |
· È l’obiettivo “politico” principale di quest’anno · Comporta azione di contatto, stimolo e confronto con le altre ASA regionali (quelle che ci stanno…) per pervenire a un riconoscimento formale e normativamente regolamentato del ruolo di interlocuzione istituzionale delle reti, da sottoporre a MIUR e Regioni sulla base di uno o più “modelli” condivisi di rappresentanza del territorio |
Presidente e Comitato di Presidenza |
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Rafforzamento della presenza associativa nei territori |
· È il versante “interno” del precedente: in vista di un tavolo nazionale, dove occorrerà far sentire il proprio peso, bisogna fare uno sforzo per rafforzare la nostra presenza (non necessariamente solo in termini di “tessere”, ma di effettiva capacità di penetrazione e riconoscimento) anzitutto nei territori provinciali, ma anche in alcune aree romane · Comporta interventi “in presenza” nei vari territori, al fine di recepire le indicazioni e i bisogni emergenti, ma anche di porsi come attori propositivi nei confronti del valore e delle opportunità offerte dall’autonomia scolastica dopo la stagione dei “tagli”. Proposte: 1) Per il territorio di Roma, i Vicepresidenti parteciperanno ad incontri locali con le reti aderenti all’ASAL, indetti dai Coordinatori, che inviteranno in tale occasione anche i referenti locali della Consulta dei Dirigenti Scolastici della Provincia; 2) per le altre Provincie, i referenti provinciali aiuteranno ad organizzare in una sede idonea (periodo Febbraio/Marzo) altrettanti convegni aperti a tutte le Scuole del territorio, aderenti e non, sul tema “La Scuola del Lazio dopo la stagione dei tagli: ritagliamo lo spazio dell’Autonomia scolastica”, ai quali presenzieranno il Presidente e/o i Vicepresidenti, con l’intervento di una personalità di spicco (Cerini? Arnone?) · Una buona occasione di contatto potrebbe anche essere offerta dalla collaborazione avviata con Regione, ASL e servizi territoriali: si potrebbero organizzare incontri congiunti ASL/Scuole/servizi sociali locali ai quali rappresentanti dell’ASAL parteciperebbero in qualità di “facilitatori” delle logiche interistituzionali |
Tutti… |
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Dimensionamento scolastico |
· Nell’immediato, fornire alle Scuole tutta la documentazione possibile (delibera Regione Lazio) · Nella fase immediatamente successiva all’approvazione del Piano, fornire consulenza alle scuole sulle procedure (organici, inventari, bilanci, ecc.) attraverso newsletter e aprendo una apposita sezione sul sito (materiali di base, notizie dalle scuole, FAQ) · Una volta attuato il Piano Regionale, occorrerà aiutare le scuole a gestire il difficile passaggio, rilevando e raccogliendo le criticità (anche per quanto riguarda il dimensionamento delle scuole secondarie e la mancata attribuzione di indirizzi di studio) e segnalandole nelle sedi politico-amministrative che si dovranno far carico della responsabilità di eventuali successive correzioni |
Comitato di Presidenza |
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Integrazione dei servizi alla persona in ambito scolastico |
· Proseguire con il lavoro avviato, in collaborazione con Regione Lazio, ASL (settori prevenzione, età evolutiva e salute mentale), servizi sociali territoriali e terzo settore, per pervenire a una proposta di gestione dei fondi per il diritto allo studio attraverso “reti interistituzionali” corrispondenti ai distretti ASL · Avviare un’indagine sull’effettivo coinvolgimento delle Scuole nella predisposizione dei Piani Regolatori Sociali dei vari Comuni e Municipi, segnalando criticità e successi · 1 e 2 Febbraio 2012: Convegno sulla disabilità c/o Aula Rettorato “La Sapienza” - coinvolgere scuole |
Fusacchia, Carletti
Coordinatori Reti |
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Riforma della scuola secondaria di II grado |
· Nota ASAL in previsione avvio 2° biennio per sottolineare urgenza decisioni in merito a: struttura 2° biennio, classi di concorso, formazione, uscita dal sistema (4 o 5 anni?) · Dopo la pubblicazione delle linee-guida sul 2° biennio, proporre un incontro con le scuole e offrire consulenza per la formazione |
De Vincenzi |
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Gestione sito web e newsletter |
· La pubblicazione dei materiali sul sito sarà effettuata a cura del collega Caroni · I contributi per la newsletter saranno predisposti autonomamente dai vari responsabili di settore, e inviati per l’assemblaggio finale al Presidente |
Caroni Comitato di Presidenza |
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Programma annuale 2012 e problematiche correlate |
· DIMENSIONAMENTO: dare indicazioni alle scuole in merito alla prosecuzione dei contratti in essere (RSPP, amministratore sistema, ecc.) per il periodo settembre/dicembre 2012; |
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PAGAMENTO TARSU: · rendere disponibile sul sito alle Scuole che stanno ricevendo decreti ingiuntivi relativi all’anno 2007 e precedenti il file relativo all’avvenuto finanziamento da parte MIUR |
Caroni |
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PAGAMENTO VISITE FISCALI: · intervenire presso Ministero Salute e/o Conferenza Stato-Regioni per chiedere l’adozione di tariffe omogenee |
Fusacchia |
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Rapporti interistituzionali |
Ferma restando la rappresentanza legale del Presidente, rimangono invariate le deleghe precedentemente assegnate ai Vicepresidenti per i rapporti con: · Comune: Andrea Caroni · Provincia: Flavia De Vincenzi · Regione: Giuseppe Fusacchia · USR: Teresa Barletta |
Comitato di Presidenza |
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Autogestione dei servizi e school financing |
MULTISERVIZI: · “appalti storici”: fare chiarezza sui finanziamenti in regime di “proroga”; aiutare le scuole a gestire la fase di passaggio al nuovo sistema basato sulle quote di personale “accantonato” invece che sulle superfici; l’ASAL chiederà di rinviare almeno a fine anno scolastico l’operazione, tenendo conto dei dimensionamenti in atto, della necessità di disporre di nuovi ed equi parametri di attribuzione del personale ATA (scuole dimensionate oltre i 1200 alunni, tempi pieni avviati “in autonomia”); · “ex LSU”: svolgere un’azione di pressione sul MIUR per pervenire a una definizione contrattuale più precisa, che preveda modalità più stabili di gestione e suddivisione del personale · contemporaneamente occorre avviare, eventualmente anche con la collaborazione “tecnica” delle ditte, una riflessione sui futuri strumenti di autogestione del servizio (bando CONSIP o bando “autonomo”?) |
Fusacchia De Vincenzi |
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MENSE SCOLASTICHE AUTOGESTITE: · Scrivere a Dipartimento XI per il mancato pagamento quota Comune, con conseguenti decreti ingiuntivi alle scuole (municipio XX) · suggerire modelli di possibili convenzioni per tempi aggiuntivi a domanda (Maiolini) · verificare con il Dipartimento XI la possibilità delle Scuole dell’infanzia comunali di accedere all’autogestione e i possibili riflessi sulla gestione delle mense “condivise” · sostenere le scuole nella gestione delle gare di appalto e dei capitolati, fornendo consulenza |
Caroni Maiolini Grosso |
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SITO ISTITUZIONALE DELLE SCUOLE: · dare indicazioni e supporto alle Scuole in merito all’acquisizione di un dominio “.gov.it” e alla sua gestione (chi paga il webmaster? Con quali responsabilità?) |
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SCHOOL FINANCING: · chiedere alle scuole (via web o in occasione degli incontri territoriali) di mettere in rete modelli di “buone pratiche” (gestione delle attività extrascolastiche, modalità di contribuzione genitori, sponsorizzazioni, progetti europei, 5 per mille, ecc.) e strumenti correlati |
Caroni Barletta |
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(approvato nel Comitato di Coordinamento del 18.01.2012)
Asal - Associazione delle Scuole Autonome del Lazio
SEDE OPERATIVA: 5° Circolo Didattico di Roma “Vittorio Alfieri”
Via Giannozzo Manetti, 6 - 00167 ROMA
Tel. 06 631830 Fax 06 39389532
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. sito: http://www.scuolelazio.it/
ATTIVITÀ asasi
ASASI E UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE
È da apprezzare l’iniziativa del Direttore dell’USR dott.ssa Altomonte di convocare, il 19 gennaio, i dirigenti scolastici. Si auspica che ci sia un’inversione di tendenza e che “i legali rappresentanti” delle Istituzioni scolastiche siano visti come interlocutori e non come controparte.
Sicuramente ci sono problemi di governance, in ordine alla definizione delle funzioni e competenze degli USP, della Direzione Generale.
“Ci sono 9 isole nell’isola” come ha affermato la dott.ssa Altomonte, ma la promozione dello sviluppo sociale e culturale del territorio, la realizzazione di un’amministrazione di servizio, il rispetto delle regole e dei diritti, devono essere un impegno comune.
Quando si parla di rigore, di rispetto delle procedure, di correttezza, d’impegno comune non saranno i dirigenti scolastici a tirarsi indietro poiché sono proprio loro che, all’interno della scuola e del territorio, si pongono come garanti della legalità e sopra le parti.
C’è sintonia e unità di intenti con il nostro direttore regionale ma bisogna affrontare insieme i problemi attraverso conferenze di servizio che vedano protagonisti direttamente i legali rappresentanti delle scuole invece di persone che né li rappresentano né sono in servizio nella scuola militante.
Sono aumentati gli alunni diversamente abili. La dottoressa Altomonte, nel sottolineare che l’alunno diversamente abile è “della scuola” auspica l’attivazione di corsi di formazione rivolti anche ai docenti di classe. Forse si potrebbe pensare, in futuro, ad un insegnante di classe, specializzato e formato, che si faccia carico dell’alunno diversamente abile e della classe, in collaborazione con gli altri docenti prevedendo anche degli incentivi economici.
Invece, al momento attuale, c’è anche un altro aspetto da affrontare. Agli alunni in situazione di gravità (art.3 c.3) sono stati assegnati insegnanti di sostegno con rapporto ½. Ormai le famiglie, anche attraverso il “passa parola”, si sono organizzate, a volte con lo stesso avvocato, e si assiste impotenti, alla condanna dell’amministrazione, al pagamento delle spese processuali e dell’avvocato, al risarcimento alla famiglia per il danno subito e all’invio a scuola di ulteriori unità di personale a completamento dell’orario di servizio.
Durante l’incontro è emerso anche come le scuole si trovino in difficoltà a causa della carenza di personale ATA e per le assenze del personale.
Mi preme sottolineare come questa situazione sia ancora più grave dove è presente personale del Consorzio. Tali operatori comportano una riduzione del 25% dell’organico e non possono essere sostituiti, in caso di assenza, da collaboratori scolastici supplenti, non possono essere retribuiti con il FIS e quindi non possono prestare ore eccedenti rispetto al proprio orario di servizio. Quando ho chiesto di avere assegnato tutto personale statale, anche per la particolare condizione delle strutture scolastiche, il responsabile di settore dell’USP mi ha detto che ero obbligata a “tenermelo”.
Può una scuola essere penalizzata in questo modo, nel momento in cui si acuiscono i problemi per mancanza di personale?
Altra nota dolente che dovrebbe essere affrontata insieme al nostro Direttore Regionale, poiché serve una strategia comune e unitaria, è quella relativa alla gestione degli ex PIP.
In alcune scuole sono presenti i lavoratori di pubblica utilità sociale ex art. 52 L.R. 11/2010, dipendenti dall’Assessorato Regionale alla Famiglia e gestiti dalla Social Trinacria.
L’esigenza di assicurare i servizi minimi di vigilanza e pulizia all’interno della scuola, a supporto delle attività didattiche e dell’organizzazione, ha convinto alcuni dirigenti ad accettarne la presenza all’interno dell’Istituzione scolastica.
Il personale in questione è eterogeneo: sono presenti persone con elevate capacità professionali, senso dello Stato, con comportamenti adeguati al contesto in cui sono inseriti, ma anche operatori inidonei a permanere in un ambiente altamente educativo come quello scolastico.
Si prospetta la necessità di stipulare una Convenzione fra gli Enti ospitanti e la Social Trinacria, predisposta dall’Assessorato alla Famiglia. La scuola va tutelata e garantita e, attraverso la Direzione Generale, si potrebbe pervenire a un atto che non sia unilaterale ed imposto in modo che questo personale possa essere inserito all’interno della scuola, nel rispetto dei diritti dei lavoratori e a supporto di questi, ma garantendo l’Istituzione scolastica e fornendo al Dirigente scolastico la possibilità di sospendere, con effetto immediato, i lavoratori che si rivelassero inadeguati a svolgere tali mansioni.
Il personale ATA, attualmente in servizio, risulta insufficiente rispetto alle reali esigenze della scuola e spesso non si riescono a garantire nemmeno condizioni minime di igiene e sicurezza.
Un confronto e una riflessione comune va operata sul problema del dimensionamento. Pur operando in una prospettiva che deve essere nazionale non possono essere sottovalutate le problematiche locali e il ruolo importante che alcune istituzioni scolastiche siciliane hanno svolto come presidi dello Stato, a garanzia della legalità e della democrazia.
Giovanna Orlando, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
DD Borgonuovo I PA
RIcordI
Si è spento a Milano il 21 gennaio lo scrittore Vincenzo Consolo, nato a Sant’Agata di Militello nel 1933. Prima che un grande scrittore desidero ricordare un grande uomo, la cui scomparsa ci rattrista profondamente. Non mi compete alcuna considerazione critica sulla sua originalissima opera narrativa, caratterizzata dalla memoria storica e dalla ricerca e sperimentazione linguistica. Il mio è un ricordo personale, il ricordo di una insegnante che ha avuto modo di conoscere Vincenzo Consolo e ascoltarlo insieme agli alunni dell’ITI VOLTA in alcuni incontri rivolti agli studenti.
Due le occasioni più significative. Il 18 febbraio del 1999 al Centro Educativo Ignaziano durante la giornata “I giovani incontrano Consolo”, lo scrittore si è generosamente speso per rispondere alle domande degli studenti sulla sua opera e sui problemi del presente storico, in particolare le nuove rotte dell’emigrazione.
Nel dicembre 2009 a Palermo, presso il cinema Marconi, la proiezione riservata alle scuole del film documentario L’isola in me, in viaggio con Vincenzo Consolo, ha alimentato un vivace dibattito, con lo scrittore e la regista De Falco, sui temi dell’emigrazione verso il Nord, la vita dei minatori delle zolfare, la fine del mondo contadino, l’industrializzazione e le devastazioni del territorio, i terremoti e le selvagge ricostruzioni, le stragi mafiose di ieri e di oggi.
Consolo - la cui scrittura è, per scelta poetica, colta e spesso ardua - ha dialogato con i ragazzi con linguaggio semplice, instancabile disponibilità, profonda umanità. La sua lezione letteraria ha saputo catturare l’attenzione dei giovani intrecciando l’amore per i grandi siciliani del passato da Verga, Pirandello, Vittorini fino a Sciascia con l’analisi della realtà contemporanea e della cronaca sociale e politica.
Era piacevole ascoltare Vincenzo Consolo, il suo modo pacato e appassionato di raccontare e la naturalezza nel suscitare riflessioni, curiosità, offrire stimoli, aprire orizzonti culturali. Era persona semplice, di grande umanità, vastissima cultura e uno dei pochi intellettuali veramente impegnati nella vita civile. Un grande maestro la cui lezione è stata appresa e viene costantemente messa in pratica dal suo allievo più noto al grande pubblico: Roberto Saviano.
A Salina, nel settembre 2008, in occasione del Festival del Documentario narrativo, Consolo ha ricordato come il giovanissimo Saviano, ancora sconosciuto, si sia recato a Milano e abbia timidamente cercato di conoscerlo. Ne è nata un’amicizia, fondata sulla limpidezza dei caratteri umani, sulla comune visione del ruolo dello scrittore come civis prima che artista e della letteratura come strumento di conoscenza e di denuncia dei mali sociali. Non a caso li univa anche un profondo e sofferto attaccamento alla terra di origine: la Sicilia per Consolo e la Campania per Saviano.
Summa poetica dell’amore per la Sicilia è il citato film documentario di Ludovica Tortora De Falco L’isola in me, in viaggio con Vincenzo Consolo, dove il racconto dell’isola, lo stupore per la bellezza dei suoi luoghi naturali e archeologici, la sofferenza per la barbarie presente, lo struggimento per la temuta irredimibilità emergono attraverso la mediazione dei testi narrativi dello scrittore.
Dopo avere annunciato nel 2008 l’abbandono della narrativa, Consolo si è voluto dedicare alla saggistica e al giornalismo, e soprattutto ha voluto mantenere vivo il dialogo con gli studenti della sua terra aderendo al progetto Consolo incontra le scuole del 2009.
Ci mancheranno la sua voce chiara, il coraggio delle idee, la passione civile. Ed anche il suo sguardo severo sul presente, privo di attitudini consolatorie, e tuttavia fiducioso nelle nuove generazioni.
Rosella Corrado
NOTIZIE
CONCORSO DIRIGENTI SCOLASTICI E CONSIGLIO DI STATO: UNA CORSA AD OSTACOLI
La scassata macchina giudiziaria gira a vuoto e rischia di produrre danni al sistema invece di tutelare il diritto e l’imparzialità. Ma ormai stiamo parlando di beni costituzionali che nessu-no più in Italia è in grado di tutelare;
l’amministrazione dei burosauri ministeriali avvitata su se stessa ha perso il controllo, semmai l’avesse avuto, su qualsiasi procedura amministrativa che regolarmente va sotto l’accetta dei giudici i quali usano la mannaia, lanciando fendenti in tutte le direzioni non curandosi del bene pubblico e della tutela della collettività e della società civile.
Ricorderete i fatti o meglio vediamo di richiamarli.
Una lista di TAR aditi dagli esclusi dalla procedura concorsuale a dirigenti scolastici nella fase delle prove preselettive e delle prove scritte aveva adito con procedura d’urgenza vari tribunali amministrativi d’Italia per ottenere la famosa “cautelare” presentando la quale davanti a una commissione di esame si aveva titolo a sedersi al tavolo e fare le prove preselettive e scritte.
E in questa fase apriti cielo: ogni tribunale ha disposto per come ha voluto secondo gli umori del momento fornendo provvedimenti cautelari a caso e secondo gli umori mattutini dei giudici che, a volte, non si leggono le carte e sentenziano secondo il “fumus bonis iuris” che in Italia equivale al fumus di arrosto.
E come al solito gli esclusi da questa prima fase hanno avuto la possibilità di ricorrere all’appello e cioè al Consiglio di Stato che è l’istanza immediatamente sopra i TAR.
Tanto in Italia niente si conclude e tutto si dilata e si differisce a gradi successivi e interminabili di giudizio e di giudici diversi ognuno dei quali non tiene conto di alcun consolidato e sentenzia secondo scienza e coscienza individuale.
E proprio in questo secondo grado, sempre del cautelare ricordiamolo, perché ancora si deve arrivare al merito; e il merito può non tenere conto del cautelare perché nel nostro ordinamento equivale a un mondo a parte e quindi può prescindere anzi quasi costantemente prescinde da quanto deciso nel cautelare; ebbene in questo appello sul cautelare il Consiglio di Stato da ragione a un gruppo di ricorrenti che erano stati esclusi nel primo grado e che invece andavano ammessi.
Incredibile!
E come la mettiamo ora che le prove si sono svolte e che quindi questi signori non vi hanno potuto partecipare?
Facciamo una sessione suppletiva solo per loro come si fa agli esami di maturità?
E se le ordinanze dovessero continuare a pioggia facciamo una prova suppletiva al mese sino a quando il Consiglio di Stato non esaurisce la batteria di appelli?
Oppure si azzera tutto e si ricomincia daccapo come al gioco dell’oca?
Leggete bene il dispositivo dell’ordinanza del CdS n. 67 dell’11.1.2012 che dice:
Considerato che, ad un primo esame, l’appello cautelare in epigrafe appare meritevole di parziale accoglimento laddove ha rilevato - per un verso - il carattere obiettivamente erroneo di alcuni dei quiz somministrati e - per altro verso - l’alta probabilità che, in assenza degli errori in questione, l’appellante dott. Cristofari avrebbe potuto accedere al prosieguo delle prove concorsuali.
Considerato, tuttavia, che dall’esame degli atti di causa emerge che tale probabilità sussistesse solo per l’appellante dott. Cristofari (il quale aveva totalizzato 75 punti, a fronte degli 80 necessari per essere ammessi alla prova scritta), e non anche per gli altri appellanti, i quali avevano riportato punteggi inferiori.
Tenuto anche conto del fatto che gli interessati hanno già partecipato alle prove scritte, in base al decreto cautelare del Presidente di questa Sezione;
Sussistono giusti motivi per disporre l’integrale compensazione delle spese di lite fra le parti
P.Q.M.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) accoglie l’istanza cautelare in epigrafe, e, per l’effetto, in riforma dell’ordinanza impugnata, accoglie l’istanza cautelare formulata dinanzi al T.A.R. in relazione alla posizione dell’appellante dott. Cristofari.
Respinge l’istanza in relazione alle posizioni degli altri appellanti.
Spese compensate.
Il pallino passa ora al neoministro Profumo che si trova dinanzi a una scelta difficile e cioè mettere delle pezze continue alla procedura con le sessioni suppletive oppure azzerare tutta la procedura e rinnovarla ex novo.
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Preside dell’ITI Cannizzaro di Catania
Vicepresidente regionale ASASI Sicilia
È bene mettere in evidenza tutte le incongruenze del nostro sistema, per cui siamo a questo punto senza nemmeno essere entrati nel merito una sola volta.
Una cosa, però, dovrebbe essere sottolineata: questo concorso è nato male per la incredibile serie di “pasticci” fatte dal MIUR nell’organizzare i test; il Consiglio di Stato questa volta individua veramente il fumus boni iuris quando dice che il ricorrente poteva superare la preselezione se tutti i test fossero stati formulati correttamente. Chi aveva invece un punteggio troppo basso, per cui non avrebbe mai potuto superare la preselezione, viene escluso.
Un’altra cosa: il concorso non può non andare avanti, le ordinanze e le sentenze vanno rispettate, la politica se ne deve stare alla larga, a meno che non debba intervenire per sanare situazioni assurde causate dalla magistratura (Sicilia docet …).
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“I giovani sono il futuro del Paese e diventeranno ambascia-tori presso le loro famiglie, i loro compagni e amici di questo orrore”. Sono queste la parole del Ministro Francesco Profumo che ha partecipato alla visita di 130 studenti d’Italia ai campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau.
“Bisogna venire qui per comprendere” ha detto il Ministro, sollecitando i docenti a creare esperienze di vero apprendimento attraverso un imparare vedendo, un imparare facendo.
In preparazione alla “giornata della memoria” che avrà il suo focus nell’incontro con il Presidente Napolitano al Quirinale il prossimo 27 gennaio, gli studenti sono invitati a leggere la storia e a comprendere, anche attraverso le testimonianze dei sopravvissuti allo sterminio, quale atrocità ha segnato il nostro secolo, causando una “vera catastrofe nella civiltà umana”.
La delegazione siciliana - dodici sono gli studenti “eccellenti” dell’Istituto Parini di Catania che interverranno alla manifestazione romana - si incontrerà con studenti provenienti da ogni parte d’Italia e visiterà giovedì 26 gennaio il ghetto, la sinagoga ed il museo ebraico sulle rive del Tevere. Documenti, oggetti, simboli e riti lasceranno un segno nella loro memoria e diventeranno anch’essi ambasciatori della memoria e araldi dei valori della dignità e della libertà dell’uomo.
In questa settimana in diverse scuole vengono allestite mostre fotografiche, proiettati film e documentari storici per sensibilizzare gli studenti alla giornata della Shoah secondo il Protocollo d’intesa firmato dal Ministro Profumo con l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI).
La scuola che insegna, istruisce e forma i cittadini di domani, attraverso questa celebrazione che non è una semplice ricorrenza, aiuta i giovani a conoscere il germe dell’intolleranza per impedirne lo sviluppo prima che sia troppo tardi.
Anche questa occasione educativa viene indirizzata ad una migliore crescita della scuola italiana e contribuisce alla formazione della coscienza civica di cittadini liberi e onesti.
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CORSO DI AGGIORNAMENTO “ASTRO-FISICA MODERNA”
L’I.T.I.S. “Galileo Ferraris” di Acireale e l’Osservatorio Astrofisico di Catania organizzano la quarta edizione del corso di aggiornamento in Astrofisica per insegnanti.
Il corso è riconosciuto dal Ministero della Pubblica Istruzione ed è certificato dalla Società Astronomica Italiana. Agli insegnanti che avranno partecipato ad almeno 4 delle 5 lezioni previste verrà rilasciato un attestato di partecipazione.
Docenti del Corso:
- Giuseppe Cutispoto, INAF - Osservatorio Astrofisico di Catania
- Alessandro Lanzafame, Università di Catania, Dipt. Fisica e Astronomia
- Paolo Romano, INAF - Osservatorio Astrofisico di Catania
- Corrado Trigilio, INAF - Osservatorio Astrofisico di Catania
Calendario del corso:
22 Febbraio, G. Cutispoto - “ELT e JWSP: rivoluzione in vista per l’Astrofisica?”
29 Febbraio, A. Lanzafame - “La missione Gaia dell’ESA e la Cosmologia locale”
7 Marzo, C. Trigilio - “ALMA e SKA, due progetti per la radioastronomia del futuro”
14 Marzo, P. Romano - “Una nuova era per la Fisica Solare con l’European Solar Telescope (EST)”
21 Marzo, G. Cutispoto - “Pianeti extrasolari e vita nel cosmo: recenti risultati”.
Tutte le lezioni avranno inizio alle ore 15:30 ed avranno la durata di tre ore (compresa una discussione finale).
Le iscrizioni si ricevono fino al 15 Febbraio 2012. L’iscrizione si può effettuare on line al seguente indirizzo: http://www.itisferraris.eu/programmi/wprenotazioni1.php
La partecipazione al corso è gratuita.
Informazioni: Ufficio Rapporti con il pubblico e divulgazione INAF - Osservatorio Astrofisico di Catania e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - tel. 095.7332312
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RIFLESSIONI
UNA “LETTURA” INQUIENTANTE: FORZE OSCURE DELLA MAFIA TENGONO IN SCACCO LA SICILIA FAVORITI ANCHE DALLA DABBENAGGINE DEGLI STUDENTI
Quello che è successo in Sicilia dal 16 al 21 gennaio è allarmante e sconvolgente; la mafia ha proclamato una serrata dei trasporti e della commercializzazione con una catena di posti di blocco e di picchettaggi di tutte le arterie e gli snodi isolani, presidiati direttamente dai “picciotti” delle cosche, dinanzi all’impotenza delle forze dell’ordine e alla disarmante incapacità delle forze politiche sindacali e sociali a reagire a una violenza contro il popolo che ha rischiato di affamare l’isola. Come dire state attenti che siamo sempre noi a comandare e decidere dei vostri destini; senza di noi rischiate anche di morire di fame; per una settimana vi abbiamo lasciato senza benzina e appiedati ma potrebbe succedervi di peggio.
Non è la prima volta che succede; ma dieci anni fa, quando si verificò un analogo fenomeno di una serrata degli autotrasportatori, non emerse con chiarezza quello che invece ora è divenuto solare a tutti e cioè che i poteri occulti e malavitosi hanno alzato il tiro ed entrano direttamente in politica a faccia scoperta e con l’arroganza della intimidazione e della violenza sociale.
Quanto sopra è, in linea di massima, la “lettura” fatta dai mezzi di comunicazione di massa hanno fatto sui fatti che hanno messo in ginocchio la Sicilia.
Non tocca a noi perché è compito della Magistratura dare una risposta a questa interpretazione sconvolgente e che riporta tanta ombra sulla nostra Isola che sembrava risorgere dalle cenere del malcostume. E speriamo che questa risposta ridia serenità e coraggio al popolo siciliano.
Condividiamo quanto affermato da Francesco Messineo, procuratore capo di Palermo. “È un allarme al quale dovrà darsi la massima attenzione perché se Confidustria ha questo tipo di cognizione del problema la cosa è della massima serietà e non può essere trascurata”. A stretto giro è arrivata anche la conferma di Pietro Grasso. “Servono indagini approfondite - ha spiegato il procuratore nazionale antimafia - per capire se dietro il movimento che in questi giorni sta paralizzando il commercio in Sicilia ci sia la criminalità organizzata”. L’impressione non è favorevole in quanto “in tutte le aree del Paese dove c’è una forte presenza criminale - ha aggiunto Grasso -, c’è il rischio che questa si possa infiltrare nei fenomeni sociali ed economici”.
In attesa, però, non possiamo non porre alcuni interrogativi sui quali riflettere.
Perché le istituzioni o meglio quello che resta della scassata macchina amministrativa, sia statale sia regionale, stanno a guardare paurose e timorose? Chi sono e che cosa fanno i 9 prefetti dell’isola?
Che cosa si aspetta a commissariare per almeno tre anni da parte dei carabinieri l’isola e a chiedere l’intervento dell’esercito?
È possibile che non via sia altra soluzione se non, come pubblicato dal direttore Mieli del Corriere della Sera, dichiarare il default da parte delle istituzioni e della società civile, ammesso e non concesso che ci sia ancora in Sicilia una società civile, considerato che abbiamo assistito solo a pulsioni di una organizzata società incivile.
Ricorderete tutti che ad Agrigento nel 2005 arrivo l’acqua solo dopo che un generale dei carabinieri fu nominato commissario del locale acquedotto, perché riuscì a bloccare il furto legalizzato dell’acqua da parte dei contadini allacciati tutti abusivamente alla condotta principale. Basterebbe nominare ora 300 ufficiali dei carabinieri al posto dei 300 sindaci per rimettere in moto i comuni paralizzati dal malaffare.
E in questo parapiglia subito gli studenti siciliani, compresi quelli dei licei nobili, che cosa hanno fatto se non lasciarsi coinvolgere dai movimenti dei “forconi” e dalle cosche mafiose e scendere in strada anche loro in segno di solidarietà, senza sapere perché, a fare baldoria e, cosa spregevole, a Palermo, a bruciare le bandiere dell’Italia in piazza.
Perché i docenti siciliani non riescono a educare gli studenti siciliani e a spiegare loro la tormentata storia di questa isola? Forse non la conoscono neanche loro!”.
Come mai, i presidi siciliani, spesso non hanno alcun riscontro alle telefonate e ai fax inviati alla Digos e alle Prefetture per chiedere il ripristino dell’ordine?
E i giornalisti siciliani, piccoli mestieranti del web e della carta stampata che nessuno legge, a stare dappresso al clamore e alla notizia senza sapere e capire che cosa e chi si trovavano davanti; anche loro inconsapevoli strumenti della strategia delle cosche.
Nonostante i partiti, o quello che resta dei partiti collusi, nonostante i sindacati, o quello che residua della burocrazia sindacale ignorante, nonostante la confindustria e tutta la filiera delle associazioni professionali emettessero flebili comunicati stampa di allerta e di preoccupazione per il dispiegarsi del fenomeno sotto i loro occhi, la popolazione si è lasciata prendere ostaggio, ed è ritornato il clima di rassegnazione atavico per l’impotenza e l’insipienza che attanaglia tutti gli strati, compresi gli intellettuali.
Si perché i docenti e le 1.110 scuole della Sicilia avrebbero dovuto rappresentare la trincea di legalità e di opposizione alla mafia e allo strapotere dei poteri malavitosi e invece …
Che ce ne facciamo di 1.100 scuole autonome incapaci di programmare il riscatto morale e civile dell’isola quando non riusciamo neanche a sottrarre alla mafia la leadership sulle nuove generazioni? Nessun comunicato dall’USR Sicilia e dai 9 Ambiti territoriali neppure per far vedere e far notare la loro esistenza.
Ma è mai possibile che i sindacati della scuola in Sicilia sprechino tutte le loro energie per la sciocca battaglia delle rsu in una competizione che è una pagliacciata autentica aizzando il personale contro i dirigenti scolastici accusati di essere i padroncini come se la scuola fosse una falegnameria o un supermercato?
È mai possibile che i 90 deputati dell’ARS pensino solo ai propri lauti stipendi e ai propri privilegi e si dichiarino impotenti davanti allo sfascio dell’isola?
Per quale tragico e baro destino dobbiamo restare sempre pezzenti e inconcludenti e arrenderci dinanzi a quello che riteniamo essere ineluttabile?
Riflettiamo sull’appello lanciato dal senatore del PD Enzo Bianco: “Il movimento dei forconi ha comunicato che la protesta sarà fermata, ponendo fine ad una situazione ormai intollerabile. Se così non fosse - afferma il senatore del PD Enzo Bianco - chiedo al ministro dell’Interno di intervenire per porre fine al blocco. E per fermare le infiltrazioni della criminalità organizzata in alcune sedi della protesta come Paternò, Augusta e Lentini dove mi viene riferita la presenza di esponenti delle cosche mafiose catanesi. Hanno ragione il segretario nazionale del Pd Bersani e il segretario regionale Lupo: questa situazione di lotta e di illegalità non è tollerabile. La protesta ha già causato troppi danni alla Sicilia. Tantissime imprese - aggiunge Bianco - sono state costrette a chiudere, anche in queste ore, per mancanza di approvvigionamenti. E cittadini e lavoratori hanno subito un disagio pesantissimo. Occorre ripristinare subito la normalità”.
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Vicepresidente regionale ASASI Sicilia
Il i1 9 gennaio il direttore dell’USR ha incontrato i dirigenti delle scuola di Palermo provincia. Una bella iniziativa dovuta - è stato detto - al desiderio di inaugurare una nuova stagione, rendendo trasparente il “palazzo” e costruendo relazioni di cooperazione e concordia. Certo, la precisazione del direttore che, secondo la sua impressione, la Sicilia è una regione caratterizzata da litigiosità e polemica non ci è piaciuta. Non per l’affermazione in sé, ma perché se si ha presente l’orizzonte italiano degli ultimi trent’anni, non si può non rimanere sbalorditi dal tentativo di rendere “siciliane” peculiarità che sono, caso mai, distintive di questo confuso, disordinato e distratto paese che è diventato l’Italia. Pur nondimeno, raccogliamo con serenità l’invito che certamente ha un nucleo nobile e condivisibile mirato a lasciare da parte il futile per concentrarci sull’utile. Ne abbiamo tutti bisogno.
Nel suo intervento il direttore ha poi toccato, tra gli altri, due punti delicati: gli organici e il dimensionamento. Su quest’ultimo, se abbiamo ben compreso, il direttore auspica che la cornice della contemporaneità induca tutti a lasciar cadere alcune resistenze campanilistiche legate alla distribuzione territoriale delle scuole. Se questo vuol dire razionalizzare il proliferare di indirizzi della scuola secondaria superiore, non vedo come non si possa essere d’accordo. Se, però, ci si riferisce al primo ciclo, allora il discorso, inevitabilmente, cambia. E precisiamo qui il contenuto di una riflessione avanzata durante l’incontro col direttore, ma che non si è avuto modo e tempo di essere argomentato. La scuola è un elemento fonte di identità culturale e il suo ruolo nel territorio non è solo di promozione dell’istruzione, ma anche quello di sostegno all’identità culturale locale in una prospettiva di superamento degli orizzonti locali e di connessione con le dimensioni nazionale e internazionale. Lo stesso direttore ha osservato come, nel bailamme generale e congiunturale, la scuola abbia bene o male retto. Se ciò è stato possibile, però, a nostro avviso è accaduto perché la scuola non è un servizio, è piuttosto un’istituzione, che svolge un servizio, ma non si esaurisce in esso. La razionalizzazione degli “indirizzi”, dunque, è una manovra correttiva del servizio scolastico, ma la razionalizzazione delle scuole, intesa come chiusura e/o accorpamento di edifici, è invece un elemento di disturbo, se non di rottura, degli equilibri identitari e culturali delle comunità locali. Ciò che più conta, in questo caso, è la salvaguardia degli elementi portanti, dei punti di riferimento sociale della nostra rete civica. La logica quantitativa deve perciò trovare un coefficiente di adeguamento qualitativo. In tal senso, l’idea suggerita dall’assessore Centorrino del “saldo territoriale”, per cui le scuole di un’area potrebbero differire singolarmente dai requisiti ministeriali rispettando però il saldo totale in un conteggio complessivo, ci pare una soluzione adeguata da perseguire senz’altro. Ed è ovvio, inoltre, il vantaggio che gli enti locali ricaverebbero in termini di costi per i necessari adeguamenti strutturali degli edifici scolastici rispetto ai nuovi criteri di dimensionamento.
Quello che la scuola, però, deve fare come istituzione è scegliere un modello sociale di riferimento e spendersi con coerenza per la sua realizzazione: se si sposa il modello della scuola-servizio non vi saranno limiti agli aggiustamenti che le esigenze finanziarie imporranno nel tempo; se si opta, invece, per il modello della scuola-istituzione si ribadirà con forza il ruolo sociale e formativo dell’istruzione e la sua centralità nel progetto sociale. Se si perde questa occasione cruciale, crollerà l’ultimo argine oggi resistente di difesa della realtà locale e dei suoi valori centrati sulla persona, in contrasto con tutti i processi, piccoli e grandi, di globalizzazione fondati sulla centralità del bilancio finanziario.
Giampiero Finocchiaro
QUESTION TIME N. 5 - GENNAIO 2012 GIOVANI INSEGNANTI = GIOVANI DISOCCUPATI?
La situazione del lavoro in Italia è drammatica e per i giovani ancora di più, se si pensa che il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) ha superato il 30%. Nella scuola, poi, i giovani insegnanti sono una specie rara, non se ne vedono tanti in cattedra e non se ne prevedono molti in ingresso, sempre che le cose non cambino radicalmente. Nel volume curato dal Miur, La scuola in cifre 2009-2010, si leggono alcuni dati suscettibili di interessanti considerazioni: nel 2007/2008 più della metà degli insegnanti italiani in servizio nella scuola secondaria erano ultra 50enni (56,2%); sull’invecchiamento del corpo insegnante hanno influito, prevalentemente, le politiche di controllo della spesa pubblica previdenziale, tese a ridurre le cessazioni del rapporto di lavoro per pensionamento anticipato. Nelle graduatorie ad esaurimento staziona un personale che ha mediamente 38 anni di età, perciò le nuove immissioni in ruolo contribuiscono solo parzialmente ad uno svecchiamento del corpo docente. A due anni da questo rilevamento la situazione non è migliorata, anzi si è aggravata. La scuola ha a lungo ricoperto il ruolo di grande ammortizzatore sociale (il 5,2% degli occupati in Italia lavora nella scuola statale), ma ora questo non è più possibile. È finita l’epoca della grande abbuffata sindacal-assistenziale di cattedre, spezzoni, compre-senze, progetti che comportavano ampliamento della base lavorativa. Soffia il vento della crisi, che porta tagli dell’organico, razionalizzazione delle risorse, allungamento dell’età pensionabile e quindi restringimento dei posti disponibili per nuovi incarichi. Una situazione particolarmente critica è quella dei giovani laureati non abilitati che attendono di sapere quale sarà il loro destino. Si tratterebbe, secondo dati ministeriali relativi a “giovani laureati non abilitati” negli ultimi 5-6 anni, di 129mila non abilitati con almeno 360 giorni d’insegnamento e di 200mila già laureati che fanno supplenze brevi. A questi sono da aggiungere tutti quelli che si sono laureati in materie attinenti all’insegnamento dopo la chiusura delle SSIS e che conservano una attitudine all’insegnamento. Questo quadro è grave non solo per le incertezze che determina nella vita di molti, ma perché è l’esito del progressivo appannamento del profilo professionale del docente. L’insegnante italiano è poco più che un impiegato e riceve uno stipendio basso perché non è soggetto a nessun vincolo valutativo. Inoltre, il far prevalere il criterio anagrafico su qualunque altro (il punteggio delle graduatorie in realtà è un premio alla gerontocrazia) ha come conseguenza la caduta di una motivazione vocazionale al lavoro formativo ed educativo. Verrebbe da osservare che siamo sull’orlo di una catastrofe sociale, dovuta non tanto al preannuncio di qualche rivolta, quanto piuttosto alla perdita del senso stesso del lavoro. Una generazione di giovani che perdesse lo slancio e le ragioni originarie, finendo per abbandonare la prospettiva della scuola per altri ripieghi (se ve ne sono), sarebbe veramente il segno che siamo un paese per vecchi, pieno di rughe e incapace di reagire. Ci interessa tuttavia affermare un modo di guardare la circostanza che non nasce dalle difficoltà, ma da tutte le novità, che fanno sperimentare come la crisi non sia ineluttabile, ma possa essere battuta in breccia e, se non superata, certamente privata di molti dei suoi aculei. Un fatto significativo è rappresentato dall’azione per cui insegnanti giovani e meno giovani si aiutano a tenere desto il significato della scelta professionale che hanno fatto, a partire da una idea del lavoro nella scuola come espressione di tutta la carica umana personale, che è anche una posizione vocazionale, cioè espressiva dei desideri più profondi. Si tratta di una corrente nuova fatta di incontri, di momenti di formazione in cui si veicolano esperienze e giudizi, di attività in cui insegnanti esperti mettono le proprie competenze culturali e organizzative a favore di altri insegnanti meno esperti, aiutandoli anche nella ricerca di situazioni lavorative magari non immedia-tamente corrispondenti alle aspettative, ma non meno reali. Un esempio sono le reti tra docenti che si sono date il nome di “Botteghe dell’Insegnare”: luoghi in cui qualcuno si prende cura di qualcun altro (anzitutto, il docente più esperto del docente più desideroso di imparare). In questo modo rinasce anche il gusto per una didattica tesa a comunicare una cultura. Mentre le logiche sindacal-politiche tendono a dividere le generazioni, nasce un soggetto unitario portatore di un giudizio e in grado di esprimere anche una pretesa politica. È infatti urgente cogliere l’occasione storica per porre nuove condizioni che facilitino l’accesso dei giovani all’insegnamento, introducendo regole che premiano le capacità e il merito e non solo l’anzianità. In sintesi, ci preme ribadire che vale la pena puntare ancora su una professione che si fa carico di aiutare un popolo a crescere attraverso i suoi bambini e i suoi ragazzi. Vale ancora la pena giocare la partita. Vale ancora la pena insegnare.
Dal sito www.diesse.org - e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
SCUOLA DEL MERIDIONE-PROSPETTIVE DI AUTONOMIA E NUOVE RISORSE - DAL PROGETTO SCUOLA AL PROGETTO PAESE
Sotto il sole di Napoli la scuo-la del Meri-dione ha ripreso una nuova luce e grazie alla speciale confe-renza con la presenza del Commissario Europeo per le Politiche regio-nali Johannes Hahn, dei Ministri Francesco Profumo della Pubblica Istruzione, Fabrizio Barca per la Coesione Territoriale, dei Sottosegretari Marco Rossi Doria ed Elena Ugolini.
Sono stati annunciati per le scuole del Sud, facenti parte delle Regioni dell’Obiettivo convergenza: Campania, Calabria, Puglia e Sicilia, dei finanziamenti speciali di oltre un miliardo di euro per avviare “un tempo brevissimi” interventi nell’edilizia scolastica, per garantire la sicurezza, per la formazione dei docenti anche in vista delle nuove strategie metodologiche e didattiche attraverso la multimedialità ed il migliore utilizzo delle nuove tecnologie.
Abbiamo visto (evento non comune) i Ministri che ascoltano le testimonianze degli operatori della scuola, che vedono con i loro occhi quanta ricchezza la scuola produce e promuove e come a volte certi interventi e tagli lineari sono gravemente dannosi, che condividono le ansie e le difficoltà del quotidiano degli operatori scolastici, che danno voce e ascoltano gli studenti e ne comprendono le molteplici difficoltà nell’inserirsi nel mondo del lavoro.
Il Ministro Profumo ha dimostrato e non solo a parole che si è affezionato alla scuola e tutte le iniziative convergenti al “progetto della scuola” vengono opportunamente lette come “Progetto Paese”, collegando il progresso del Paese allo sviluppo e alla qualità dell’istruzione e della formazione. È stata più volte ripetuta, infatti, l’espressione di scuola che prepara alla vita, che guarda al futuro, che produce lavoro e professionalità e Vincenzo, lo studente dell’Istituto “Sannino-Petriccione” di Ponticelli che è intervento a nome degli studenti napoletani e del meridione, ha dichiarato che al lavoro semplice e facile della malavita e dell’illegalità, i giovani che s’incontrano con la scuola preferiscono il lavoro onesto e pulito, anche se ciò richiede maggiori sacrifici.
Il commissario europeo Hahn ha molto apprezzato il lodevole lavoro messo in atto nella scuola italiana per diminuire la dispersione scolastica e come ha affermato il sottosegretario Rossi Doria alcuni errori commessi dalla scuola in questa ricerca dei “dispersi”, vanno rettificati promuovendo prima una forte motivazione allo studio e lavorare meglio con coloro che desiderano essere aiutati e dimostrano una base d’interesse e una ricerca per migliorare.
Lo slogan “scuola per tutti”, incorniciato dalla formula dell’obbligo scolastico, non ha prodotto frutti efficaci quando non è stato supportato e reso concreto dall’altra formula magica della scuola italiana: “Scuola per ciascuno”.
Più volte è stato rilevato e richiesto di modificare i modelli standardizzati della scuola “classica” e adattare per i ragazzi speciali una “scuola diversa”.
L’autonomia oggi apre le porte ad una flessibilità agita, ma ancora si registrano molteplici legacci di norme e prassi sindacali e burocratiche che mortificano la realizzazione di tanti progetti di “scuola sognata”.
La definizione di “progetto” richiama il “modo di mettere in atto un desiderio, e rispondere ad un bisogno”. I tanti progetti realizzati con i Fondi europei in gran parte hanno seguito questa scia ed hanno apportato alle scuole risorse, attrezzature e benefici di motivazioni e ricerche didattiche.
Ora è giunto il momento di mettere in atto i tanti buoni propositi di innovazione. La classe laboratorio dovrebbe prendere il posto dell’aula laboratorio quasi uno spazio distinto e separato per la didattica. Ogni ora di lezione dovrebbe tradursi in un costante fare, in un imparare ad agire, e mediante l’apprendimento modificare il modo di pensare, di sentire e di agire.
Perché non rendere tutte le aule laboratorio, attrezzandole di LIM, computer, videoproiettore, stampante e scanner? L’esempio dell’ITIS “Maiorana” di Brindisi dimostra che tutto ciò è possibile. Perché non riproporre tale modello organizzativo in tutte le scuole?
La presenza di una postazione completa nell’aula favorisce il coinvolgimento di tutti gli studenti nel processo di apprendimento e l’uso interattivo della lavagna multimediale rende la lezione più dinamica e attiva.
Grazie alle risorse di Fondi Europei, in questi anni, sono state tamponate le gravi inadempienze degli Enti Locali e la scuola ha potuto continuare a svolgere la sua funzione e i suoi servizi.
La promessa che la Comunità Europea sosterrà la scuola del Sud per il prossimo decennio fino al 2020 ci dà conforto e speranza per continuare meglio e con maggiore efficacia il percorso avviato.
E con questa positiva notizia vale proprio la pena assaggiare con gusto una buona pizza napoletana, come ha fatto il Commissario Hahn insieme ai ragazzi a conclusione del convegno di Napoli.
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ULTIMORA!!!
INTERVISTA A ROSALIA SINIBALDI
Alla seduta spiritica dell’ASASi di questa settimana, tenuta necessa-riamente a Napoli, al Seminario sul Governo per il Sud, alla presenza di alcune presidi femministe catanesi coordinate dal sottosegretario Elena Ugolini, è apparsa Santa Rosalia, (Palermo, 1128 - Palermo, 4 settembre 1165), venerata come santa vergine dalla Chiesa cattolica. Secondo la tradizione, appartenne alla nobile famiglia dei Sinibaldi del XII secolo. Rosalia visse in quel felice periodo di rinnovamento cristiano-cattolico, che i re Normanni ristabilirono in Sicilia, dopo aver scacciato gli Arabi che se n’erano impadroniti dall’827 al 1072. In quest’atmosfera di fervore religioso, s’inserì la vocazione eremitica della giovane nobile Rosalia; bisogna dire che l’eremitismo era fiorente in quei secoli. Seguendo l’esempio degli anacoreti, che lasciati gli agi si ritiravano in una grotta, di solito nei dintorni di un convento, così da poter partecipare alle funzioni liturgiche e avere, nello stesso tempo, un’assistenza religiosa dai vicini monaci. Così Rosalia si ritirò in una grotta del feudo paterno di Quisquinia a circa 20 km. da Palermo sulle Madonie, vicina a dei Benedettini. Da lì la giovane eremita, dopo un periodo di penitenza non definito, si trasferì in una grotta sul Monte Pellegrino, stupendo promontorio palermitano; accanto ad una preesistente chiesetta bizantina, in una cella costruita sopra il pozzo tuttora esistente. L’abbiamo con curiosità intervistata.
ASASi: S. Rosalia, quale differenza nota tra la Sicilia del XII secolo e quella del XXI secolo?
Rosalia Sinibaldi: Noto solo due differenze: la mancanza attuale della presenza della peste e la creazione di un sistema d’istruzione pubblico. Il resto mi sembra abbastanza simile: il Movimento dei Forconi uguale alla reazione contro i Normanni, povertà, fame e mancanza di lavoro, criminalità diffusa, non mancano neppure gli eremiti: vada al “Faro” in cima a Monte Gallo e ne trova uno. Fui figlia del Duca Sinibaldo, signore di Quisquinia e delle Rose, località ubicate fra Bivona e Prizzi, nel Palermitano, e di Maria Guiscarda, cugina del re normanno Ruggero II; giovanissima fui chiamata nel Palazzo dei Normanni, alla corte della regina Margherita, moglie di Guglielmo I di Sicilia (1154-1166); la mia bellezza attirava l’ammirazione dei nobili cavalieri; il più assiduo pretendente, sempre secondo la tradizione popolare, fu Baldovino, futuro re di Gerusalemme. Quel mondo, corrotto e violento, come il vostro del resto, non faceva per me.
ASASi: S. Rosalia, cosa pensa del Commissario Europeo Johannes Hahn?
Rosalia Sinibaldi: È un uomo intelligente. A Napoli ha detto che al mondo i due mestieri più importanti sono quello del medico e quello dell’insegnante. Ma mentre lo portavano all’Istituto Sannino, per il seminario, avrà certo visto Napoli contaminata dalla spazzatura e avrà capito che il Meridione è un malato terminale che i Governi stanno curando con delle aspirine. Credo che abbia capito che lottare contro la dispersione scolastica con scuole ingovernabili sia una pura illusione, infatti gli obiettivi di Lisbona sono stati un fallimento.
ASASi: Ma le scuole Cavalcanti e Sannino di Napoli, indubbiamente sono ottime scuole, e sono scuole statali!!
Rosalia Sinibaldi: È vero, ma siamo nella rara condizione di presenza contestuale di presidi capaci, di professori preparati e motivati, di organi collegiali non infiltrati dai sindacati, di finanziamenti concessi con intelligenza dal Dipartimento Affari internazionali del MIUR. La generalità invece delle scuole statali meridionali è di bassi livelli di apprendimento, d’indisciplina, di assenteismo, di conflittualità perenne, di disinteresse degli enti locali. Dal Paradiso vedo però che la cura De Magistris a Napoli sta producendo ottimi risultati: meno spazzatura nelle strade, autobus e tram frequenti e puntuali, grandi cantieri al lavoro nella città, Centro Storico ordinato e pulito. A Palermo, Catania e Agrigento invece vedo incapacità e corruzione.
ASASi: E cosa pensa del Maestro di Strada Rossi Doria?
Rosalia Sinibaldi: A Napoli ha espresso, con l’altro maestro stradaiolo Cesare Moreno, un concetto interessante: per ottenere risultati con gli studenti, non bisogna seguire il bisogno, ma l’interesse! Incredibile! Qui si ribalta la fallimentare pedagogia d’accatto dei Vertecchi, Frabboni e compagnia cantante, compresa la filosofia cigiellina, secondo cui tutti i ragazzi devono diventare medici e ingegneri. Cesare Moreno sostiene che la scuola deve andare alla ricerca degli studenti in difficoltà che mostrano interesse all’apprendimento, altrimenti è inutile, gli sforzi sono vani. E occorrono docenti capaci e motivati, non quelli che parlano di pensione tutto il tempo in sala docenti. Ma questo sarebbe un miracolo, e non so se voi vi siete attrezzati per i miracoli.
ASASi: Che dire del Direttore Generale Maria Luisa Altomonte?
Rosalia Sinibaldi: Quando afferma che la litigiosità, nella scuola siciliana, è a livelli patologici, dice il vero. Ma non bisogna confondere la causa con l’effetto. Se c’è litigiosità è perché la presenza autorevole dello Stato è mancata negli ultimi dieci anni. È come una partita di calcio: quando l’arbitro non interviene con autorevolezza, si lascia tirare la giacca a destra e a manca, fischia punizioni dubbie, non interviene su falli gravi, allora i calciatori finiscono per prendersi a pugni. Ma se l’arbitro è imparziale e severo, tutti in campo giocano ordinatamente e lealmente, oltre che con impegno. Mi permetta infine di condividere la pena per la morte di Consolo. Sono molto rattristata. Ricordo i tanti incontri in cui l’ho ascoltato, l’ultimo nel dicembre 2009 per il quale ho organizzato la partecipazione di alcune classi. Faccia conoscere il film documentario “L’isola in me”, proiettato in quell’occasione. Era persona semplice, di grande umanità, profonda cultura e uno dei pochissimi intellettuali veramente impegnati nella vita civile. Non ha la visibilità e il posto che merita nella letteratura contemporanea. Spero che il tempo gli renda giustizia.
Roberto Tripodi, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , 3473904596 Presidente regionale ASASi
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